Vivere Il Palazzo e il Giardino Arese Borromeo
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Associazione di volontariato culturale CESANO MADERNO


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Attività: Segantini 2015

A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI

A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI

Fino al 18 gennaio Palazzo Reale di Milano ha ospitato la mostra “Segantini, ritorno a Milano”, a cui il prof. Corrado Mauri, presidente dell’Associazione “Vivere il Palazzo e il Giardino Arese Borromeo”, ha pensato di non poter mancare, proponendola, come al solito, con gli “Incontri con l’Arte”, intesi a divulgare la cultura delle arti figurative. L’uscita è stata effettuata Domenica 11 gennaio.

A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI
A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI

La rassegna, antologica e perciò comprendente lavori dagli esordi fino all’adesione al Divisionismo al Simbolismo, raccoglieva oltre centoventi opere tra dipinti e disegni provenienti dall’Europa e dall’America, realizzati in soli venti anni, giacché la vita di questo Artista fu breve in quanto egli morì a soli quarantun anni, stroncato da una peritonite. La scelta fatta dalla curatrice Annie-Paule Quinsac è stata quella di accorpare i capolavori di questo genio apolide per argomenti, trascurando l’ordine cronologico che pure risulta evidente nel cambiamento degli stili e degli ambiti di interesse. Infatti in un primo tempo Segantini, orfano giunto a Milano all’età di sette anni, si interessò alla vita metropolitana che però fu poi soppiantata dal desiderio di ritorno alle origini contadine e montanare dei primi anni dell’infanzia vissuti ad Arco di Trento. Ma non ritornò al suo paese natale, preferì invece prima la Brianza, poi la Svizzera dove costruì la sua elegante dimora definitiva in cui visse con la compagna Bice Bugatti ed i quattro figli che svolsero un ruolo importantissimo, per lui orfano, nella sua vita e da cui non si separò mai.

A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI
A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI

Già nel suo primo olio appare evidente il ruolo fondamentale che giocherà la luce nei suoi dipinti. Infatti nel “Coro di Sant’Antonio” è essa a dominare dando risalto e volume all’ambiente. Così pure gli interni raffigurati a Pusiano sono rischiarati dalla luce naturale proveniente da finestrelle o da candele, che quasi suggeriscono un richiamo a La Tour. Purtroppo i colori di tali tele, preparate con nero di bitume, si sono ossidati e non rendono più il primitivo contrasto fra luce ed ombra. Meglio conservati i dipinti di paesaggi animati da pastori, contadini e greggi di pecore al pascolo o al ritorno all’ovile, illuminati spesso da un sole al tramonto che li carica di una dimensione nostalgica e quasi fuori dal tempo, come del resto avviene per le varie versioni della barca di pastori sul lago.

A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI
A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI

Infine le opere dedicate ai paesaggi del Maloja che, pur sembrando naturalistiche, sono intrise di una forte spiritualità che il pittore però non ricerca fuori di sé, ma nel suo intimo, come ebbe egli stesso a dichiarare affermando di aver sempre cercato Dio dentro sé stesso.

A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI
A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI
A PALAZZO REALE DI MILANO UN’ANTOLOGICA DI GRANDE VALORE SU SEGANTINI

Da non dimenticare, però la sua fase simbolista, rappresentata ad esempio dalle “Cattive Madri” o dalle “Lussuriose”, che ci comunicano l’idea che l’uomo Segantini aveva della donna, soprattutto e prima di tutto madre, tema che affronta anche nel famoso quadro “Le due madri”, raffigurante una mucca con un vitellino e una donna col suo neonato in una stalla o l’omonimo “Le due madri” che affianca ad una donna con in braccio un bambino una pecora con agnellino immersi in un vasto e articolato paesaggio di montagna. Altrettanto interessanti i ritratti e gli autoritratti, fortemente suggestivi perché in essi quasi sempre l’attenzione dell’Autore si concentra sullo sguardo, cioè sullo “specchio dell’anima”, su quel particolare della nostra fisionomia che non di rado tradisce le nostre emozioni, i nostri sentimenti, il nostro modo di essere. Essi risultano perciò tutti molto interessanti, ma il più intriso di malinconica dolcezza è “Petalo di rosa”, che dipinge Bice a letto appena risvegliatasi e ritratta dal consorte con palese amore e tenerezza. L’ultimo lavoro di Segantini fu “Il trittico della natura”, che avrebbe dovuto trattare i temi della vita, della natura e della morte, ma che rimase incompiuto proprio per la morte dell’Artista. Insomma, l’antologica, interessante ed esaustiva, è riuscita a dare un’idea chiara ed approfondita di un artista spesso incompreso, soprattutto da alcuni intellettuali del suo tempo, nonostante l’indubbio successo commerciale.

Marina Napoletano


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